Ebbene si.. devo ammetterlo: sono una di quelle persone appassionate ai giochi di ruolo. E quando si è veramente appassionati e piace passare un po' di tempo a scrivere vengono fuori racconti riguardanti i propri personaggi. quello che sto per proporvi è il Background di uno dei miei personaggi più amati: RODION ROMANOVICH RASKOLNIKOV.
Ho giocato questo personaggio in una cronaca di Vampire e in questo raccontoimmagino come questo personaggio abbia ragiunto la NON VITA e chi gliela abbia donata. I più attenti capiranno anche da quale romanzo molto famoso ho tratto il personaggio immaginandomi con questo racconto di poter continuare a raccontare la sua storia dal momento in cui finisce di essere raccontata nel libro originale. provate a indovinare di cre libro era protagonista RODION.
Rodion Romanovich Raskolnikov
Le giornate si susseguivano tutte uguali per l'ex studente in legge Rodion Romanovich Raskolnikov ora che era tornato a Pietroburgo dopo il soggiorno forzato nelle lande desolate della Siberia dove aveva scontato la sua pena… Sveglia presto al mattino per andare al lavoro, mattinata e prima parte del pomeriggio passata a scaricare merci al mercato libero di via Romanovna, rientro a casa per un breve riposo e la sera in uno di quegli squallidi locali dove vendono vodka di terza scelta accompagnata da rancido pesce affumicato.
Come si era ridotto male… Andava avanti con la sua ormai inutile vita solo nella speranza di poter rivedere un giorno o l'altro le uniche persone che contavano ancora qualcosa per lui: Sua sorella DUNJA e il suo grande amico e ora anche cognato RAZMUCHIN. Le uniche che gli erano rimaste dopo la morte della sua SONJA. Li aveva visti per l'ultima volta 8 anni prima, il giorno in cui il giudice lo condannò alla pena di 8 anni da scontare in Siberia. Sapeva che mentre era in prigione avevano aperto una piccola casa editrice e che gli affari erano andati anche discretamente, ma che all'improvviso nessuno li vide più. La loro piccola casa editrice chiuse e di loro più nessuna traccia. Alcune persone li avevano sentiti parlare di un viaggio a Parigi per comprare i diritti di alcuni libri che avevano intenzione di tradurre e pubblicare in Russia. Avrebbe voluto partire per cercarli, ma con il suo lavoro non sarebbe mai riuscito a trovare abbastanza soldi per un così lungo viaggio: con quello che guadagnava riusciva a malapena ad ubriacarsi in quelle bettole da quattro soldi!
Una notte di fianco al bancone di una delle peggiori bettole in cui avesse mai messo piede si sedette un uomo che gli disse.
- Ho letto il tuo articolo…
- Quale?
Ribattè prontamente Rodion
Lo straniero tirò fuori dalla tasca del suo cappotto di lana nero un foglio di giornale di 8 anni prima: Rodion aveva 20 anni ed era ancora uno studente in legge quando scrisse quell'articolo e lo inviò alla "Verità Settimanale" un piccolo periodico che da 6 anni circa aveva chiuso i battenti.
In quell'articolo sosteneva che la società è fatta di uomini che hanno il potere, di uomini "superiori" che hanno solo diritti e non conoscono doveri, uomini per i quali la legge non è stata scritta, uomini per cui la legge non ha valore semplicemente perché sono essi stessi la legge. Ma nello stesso tempo, la società è divisa tra ricchi e poveri. Questi uomini sono così autorizzato a commettere qualsiasi delitto, anche a uccidere, pur di riportare giustizia in una società ingiusta.
- Interessante?
Disse Rodion, ma dalla sua voce si capiva chiaramente che non gli interessava affatto se quello strano tipo avesse trovato interessante il suo scritto. A dire il vero da quando Sonja lo aveva lasciato per raggiungere quel paradiso in cui lei credeva così fermamente sembrava che proprio nulla gli interessasse.
- Molto interessante! E' da quando è stato pubblicato che ti seguo. Sono idee geniali e io le condivido quasi completamente.
- Idee geniali?
Disse ridendo rumorosamente Rodion .
- Allora si vede proprio che non sa a cosa quelle mie idee mi hanno portato.
- Lo so, lo so… Pensando di essere uno di quegli uomini superiori di cui parla nel suo articolo e per provare la sua teoria 7 anni fa si è macchiato di un duplice delitto!
Disse con la voce tranquilla di chi aspettandosi una domanda del genere e si era preparato la risposta migliore da dare ed è sicuro che quella appena data sia la migliore.
Rodion rimase sorpreso dalla pronta risposta di quello sconosciuto e come preso in contropiede gridando come si fa quando si viene accusati disse
. Ebbene si ho sbagliato! Ho ucciso quella vecchia usuraia e volevo da questo cominciare il mio cammino per migliorare il mondo… Mi ero convinto di essere uno di quegli uomini superiori di cui parlo nel mio Articolo; Mi ero convinto di essere un nuovo Napoleone!!! Ma mi sbagliavo… Io Non sono superiore a nessuno!!.
Rodion si stupì di essersi aperto così, dopo poche parole a un completo sconosciuto! Non capiva come fosse possibile che stesse dicendo tutte quelle cose ad un uomo di cui non conosceva neppure il nome.
- E' vero non eri un uomo superiore!!! Forse se decidi stasera potrai diventarlo!
Queste parole lo impressionarono subito. Cosa intendeva quell'uomo dicendogli così? E perché era ancora lì a sentirlo dire sciocchezze del genere. Normalmente avrebbe subito abbandonato una discussione del genere. Non amava ricordare i giorni passati in Siberia ai lavori forzati anche perché proprio là Sonja era morta, ma questa volta non riusciva ad allontanarsi!
Lo straniero doveva sapere nei minimi dettagli la storia della sua vita. Sembrava sapere tutto sulla sua prigionia in Siberia, sul suo duplice delitto
- Dato che lei sembra sapere tutto di me Potrei sapere almeno il suo nome e come fa a sapere nei dettagli la mia storia?
- Io sono FEDOR DOSTWIESKIJ! E come ti ho già detto è tanto tempo che ti seguo
- Quindi saprà anche del tempo da me passato ai lavori forzati in Siberia. Di come in quei giorni Sonja mi sia stata vicina. Devo tutto a lei.. Lei mi ha fatto capire il mio errore! Lei mi ha convinto a costituirmi… lei si che era speciale: riusciva a camminare tra le brutture del mondo senza che la sua anima si macchiasse minimamente.
- Comunque ora sei solo... Lei è morta! Non la incontrerai mai più! E so che cosa pensi! Sei convinto che lei sia morta per causa tua! E' la seconda persona innocente che in un modo o nell'altro hai ucciso! Per questo porti al collo quelle due croci! Sono I tuoi peccati… i tuoi errori! Una è la croce che portava Lizaveta vero? E L'altra e quella che ti aveva dato Sonja il giorno che decidesti di costituirti!
Come poteva questo sconosciuto sapere tutte queste cose sul suo conto? Sulla sua vita? Possibile che per tutti questi anni era seguito da un uomo e che per tutti questi anni non si fosse accorto di nulla?
Le sue parole avevano comunque colto nel segno! Rodion si sentiva effettivamente colpevole e per questo passava le sere ad ubriacarsi! Lui che era studente in legge aveva prima ucciso un innocente (Sicuramente non si sarebbe mai costituito se quel giorno maledetto Lizaveta non fosse rientrata in casa così presto e lui non fosse stato costretto a uccidere anche lei oltre alla vecchia usuraia) e poi aveva trascinato con se la creatura più pura e meritevole di rispetto al mondo nella desolata Siberia dove si era gravemente ammalata trovando la morte! Se solo Sonja fosse rimasta a Pietroburgo avrebbe sicuramente trovato un medico capace e sarebbe sopravvissuta. Sonja era morta perché lo aveva seguito: questa era la sua convinzione.
Il lungo silenzio fu bruscamente interrotto dallo straniero che disse quasi come con un sussurro:
- Io posso farti diventare ciò che non eri in passato. Tu sarai quell'individuo che porta la società al progresso e non un semplice pezzo di carne che segue gli eventi. Io posso darti una nuova vita! Una nuova vita in cui potrai far si che i tuoi errori del passato non siano più errori, ma atti che hanno portato a un mondo migliore! Potrai finalmente dare una motivazione alla morte di Lizaveta e Sonja. E nello stesso tempo ti darò la dannazione che cerchi! Hai un privilegio che non molti hanno: Decidere di dannarti da solo prima di poter essere dannato da Dio! Allora cosa decidi?
- Non mi è chiaro… Non capisco… Sono io che ho bevuto troppa Vodka o qui l'ubriaco sei tu?
- Non sono Ubriaco, ma qui non posso spiegarti meglio! Troppe orecchie ci ascoltano….Se Vuoi seguirmi andiamo in un posto più tranquillo.
Lo straniero si alzo e si diresse verso l'uscita. Rodion era indeciso sul da farsi. Lo straniero usci. Rodion rimase pensieroso per qualche secondo, buttò giù tutto d'un fiato la vodka che era rimasta nel suo bicchiere, e uscì. Fuori dalla porta incontrò nuovamente lo straniero.
- Vedo che hai deciso di seguirmi!
Lo straniero camminava lesto e con passo sicuro. Sembrava a suo agio mentre camminava nei vicoli più bui e pericolosi di Pietroburgo…passarono il ponte della Sennaja. Anni prima Rodion guardano giù le acque vorticose del fiume sottostante stava per decidere di buttarsi togliendosi la vita. Sarebbe stata una liberazione: Liberazione dal senso di colpa per il suo atto depravato e liberazione dalla persecuzione della polizia di cui gli sembrava sempre avere gli occhi addosso. Attraversarono la piazza dove poco prima di costituirsi Rodion si era inginocchiato quasi a chiedere perdono al mondo per quello che aveva fatto. Tutti in quel momento lo avevano preso per pazzo, ma lui non se ne era curato!
Ed infine giunsero davanti al portone di un palazzo!
Rodion conosceva bene quel palazzo…. Al secondo piano di quel signorile palazzo era stato molte volte. Era lì che abitava la vecchia strozzina che aveva ucciso…
Lo straniero aprì il portone e guardò sorridendo Rodion!
- Vuoi entrare? Vieni su da me così potremo parlare con più calma e senza pericolo di essere sentiti da orecchie indiscrete.
Detto questo lo straniero entrò, e Rodion lo seguì. Salirono la prima rampa di scale, passarono il primo pianerottolo, poi fecero la seconda. Rodion riconobbe la porta dell'appartamento dove si era nascosto per sfuggire alla cattura. Allora la porta era aperta. Alcuni operai stavano lavorando nell'appartamento per ristrutturarlo, ma nel momento in cui lui entrò per nascondersi i due operai erano scesi al piano terreno a bere un tè che era loro stato offerto dalla figlia del padrone di casa Quella si che era stata una circostanza molto fortunata.
Lo straniero continuava a salire. Rodion lo seguiva e ad ogni passo i ricordi del terribile giorno in cui aveva commesso il suo terribile delitto riaffioravano. Si fermarono davanti alla porta dell'appartamento dove un tempo abitavano la strozzina e Lizaveta. Lo straniero tirò la cordicella e la campanella suonò. Quel suono gli riportò alla mente il momento in cui quella vecchia megera anni prima gli aveva aperto la porta e lui entrava in quella stanza nascondendo una scure pronta a colpire sotto il cappotto.
Dopo pochi istanti la porta si aprì e comparve un uomo di circe 30 anni vestito molto elegantemente. La giacca era di buona fattura anche se certamente non era una di primissima qualità e certamente era appena stata acquistata.. Lo stesso poteva dirsi per i pantaloni e la biancheria.
- Finalmente siete tornato ! E vedo che avete anche ospiti. Buona sera signor Raskolnikov. Prego entrate…
Entrati in casa Rodion si accorse immediatamente che niente era più come quel giorno in cui commise il suo delitto. La carta da parati giallognola era stata tolta e le pareti erano state dipinte di bianco. Al centro della stanza sul tavolo era posizionato un candelabro che illuminava la stanza e sotto il candelabro era messo in bella vista un manoscritto. Oltre il tavolo posizionata nel luogo esatto dove era caduta esanime Lizaveta c'era una poltrona in legno finemente intarsiata i cui cuscini erano ricoperti di velluto rosso. Sul tavolo oltre al manoscritto c'era anche una teiera.
- Desidera un tè signor Rodion Romanovich Raskolnikov?
Chiese con voce molto gentile l'uomo che aveva aperto loro la porta e porgendogli la tazza e indicando la poltrona rossa come per invitarlo ad accomodarsi continuò.
- Il signor Dostowyesky ha molte cose da dirle… ora se non vi dispiace mi ritiro nella mia stanza.
Detto ciò attraversò la porta che una volta conduceva nella stanza da letto della vecchia usuraia e scomparve dalla vista dei due.
- Sicuramente Ti stai chiedendo come Ivan conosce il tuo nome
Disse sorridendo.
- Ebbene ecco la spiegazione… non potendo io seguire per tutto il giorno la sua storia sono stato aiutato, soprattutto durante il giorno , dal mio servitore!
- Effettivamente devi essere un uomo molto impegnato durante il giorno… e mi sembra difficile credere che un uomo come te abbia potuto perdere tempo a seguire le vicende di una nullità come mè!
- Invece è proprio il contrario io il giorno non posso fare nulla. Proprio per questo ho avuto bisogno dell'aiuto di Ivan per poterti controllare di giorno. Io sono molto affascinato da te tanto che ho passato gli ultimi anni a scrivere la tua storia e a osservarti in ogni momento in cui mi era possibile. Tutte le notti ti ho osservato e seguito..
- Hai scritto la mia storia?
- Si… questo è il manoscritto! Presto verrà pubblicata a puntate su un giornale.
Disse Fedor porgendogli il libro che era appoggiato sul tavolo.
- Dunque comincio a scoprire alcuni dei tuoi segreti! Sei uno scrittore…
- Ma ancora non sai quale è il mio più grande segreto… e ora te lo rivelerò. Quando te lo avrò rivelato però dovrai decidere se accettare la mia proposta o morire.
A queste parole Rodion fece per alzarsi e tentare la fuga, ma prima ancora che potesse muoversi si trovò spinto sulla poltrona con grande forza dalle braccia di Fedor . Fedor che prima si trovava dalla parte opposta del tavolo ora si trovava dietro di lui e avvicinatosi al suo orecchio gli disse.
- Io sono un non morto… un dannato… un Vampiro. Potresti esserlo anche tu se solo lo desideri. Se lo desideri potrai dannarti per l'eternità. Basta che mi dici che lo vuoi.
Rodion era paralizzato dal terrore. Aveva sentito molte volte leggende riguardo a esseri immortali con poteri straordinari, condannati a una vita da dannati, ma ora lui stesso poteva diventare una di queste creature. Improvvisamente gli ritornarono alla mente quella frase che Fedor aveva pronunciato neanche mezz'ora prima nella bettola : "Hai un privilegio che non molti hanno: Decidere di dannarti da solo prima di poter essere dannato da Dio". Era una occasione che non poteva perdere.
- Si! Voglio essere dannato!
Fedor si chinò su di lui lo morse sul collo fino a togliergli tutto il sangue. Poi si tagliò il polso e versò nella sua bocca il suo stesso liquido di vita!
Quella notte Rodion passo da una vita senza speranza a vivere in un inferno che lui stesso si era scelto …
Frase preferita da RODION
Un Rivoluzionario si può riposare solo una volta che è morto.
Spero di potermi riposare solo fra molto molto tempo. Ho molto lavoro da fare!
Perché è rivoluzionario!
Rodion è rivoluzionario perché pensa che riuscire almeno una volta a portare un miglioramento nelle condizioni di vita della società sarebbe la giustificazione di tutti gli errori da lui compiuti nel passato… riuscire a cambiare il mondo per espiare e giustificare allo stesso tempo i suoi peccati.

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